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Il tipo di miele ingerito determina differente resistenza delle api ai pesticidi

Aggiornamento: 22 nov 2025



Un'ape con riflesso e dettagli dorati su sfondo nero, Miele e resistenza api ai pesticidi.

È noto da tempo che la tossicità degli insetticidi sugli insetti infestanti le piante varia a seconda delle diverse piante ospiti. Questo fenomeno è stato ampiamente documentato sia negli insetti che mangiano le foglie che in quelli che si nutrono di linfa.

 

Si presume che il contenuto fitochimico specie specifico dei tessuti della pianta ospite determini il modo di induzione degli enzimi prodotti dagli insetti per metabolizzare gli insetticidi (disintossicandosi). Tuttavia, specifici fitochimici solo raramente sono stati collegati alla variazione di tossicità dei pesticidi associata alla pianta ospite. Nessuno studio fino ad oggi ha esaminato gli effetti della fonte di nettare e della composizione fitochimica del miele sulla tossicità degli insetticidi per gli impollinatori.

 

In questo studio, abbiamo confrontato i valori LD50 per l’insetticida bifenthrin, un contaminante frequente di nettare e polline negli agroecosistemi , n e l l ’ a p e occidentale, Apis mellifera, alimentata con tre mieli monoflorali fitochimicamente diversi: Nyssa ogeche (tupelo), Robinia pseudoacacia (robinia o acacia) e Fagopyrum esculentum (grano saraceno). Abbiamo scoperto che i valori di tossicità della bifentrina (LD50) per le api mellifere sottoposte a diverse diete a base di miele risultano variabili e collegati al contenuto fitochimico specie-specifico del miele . I profili di acidi fenolici e flavonoidi dei mieli di grano saraceno e di robinia sono più ricchi di quelli del miele di tupelo, con il miele di grano saraceno che contiene il più alto contenuto totale di sostanze fitochimiche e associato alla più alta LD50 della bifentrina (tossicità più bassa).

 

Sebbene l’aumento della capacità di disintossicazione dagli xenobiotici (nelle api mellifere) in risposta al tipo di miele ingerito si sia probabilmente evoluto in risposta a sostanze fitochimiche potenzialmente tossiche, l’induzione di disintossicazione da parte di mieli ricchi di sostanze fitochimiche è probabilmente vantaggiosa negli ambienti contaminati da pesticidi. È importante notare, tuttavia, che nel miele si trovano anche sostanze fitochimiche che non derivano dai nettari floreali (Nešović et al. 2020).

 

Come presentato da Soler et al. (1995), i mieli contengono non solo sostanze fitochimiche derivate dal nettare ma anche “i caratteristici flavonoidi della propoli e/o della cera d’api (crisina, galangina, tectocrisina, pinocembrina e pinobanksina)”, che nel nostro studio hanno una correlazione positiva con l’aumento della tolleranza all’insetticida. L’acido fenolico p-cumarico è un componente frequente della propoli europea  (Hegazi et al. 2000) presente nel miele .

 

I flavonoidi derivati ​​ dalla propoli, tra cui pinocembrina, pinobanksina e galangina, sono assenti o presenti in concentrazioni molto basse nei nei nostri campioni di miele di tupelo rispetto alle quantità presenti nel miele di acacia e in quello di grano saraceno. In particolare il miele di grano saraceno è ricco di questi flavonoidi. Mao et al.(2013) hanno riferito che l'acido p-cumarico è il più potente induttore dell’enzima disintossicante CYP9Q3 sia tra gli acidi fenolici che tra i flavonoidi mentre la crisina e la naringenina erano più efficaci nell'indurre il CYP9Q3 rispetto alla pinocembrina e alla galangina.

 

In conclusione, il miele, il principale prodotto alimentare immagazzinato durante una parte sostanziale del ciclo di vita delle api, probabilmente ha un’importanza maggiore per la salute delle api rispetto a quanto precedentemente riconosciuto, in particolare se le api riescono ad autoregolare l’induzione degli enzimi di disintossicazione come apparentemente fanno ovvero automedicarsi in presenza di agenti patogeni (Gherman et al. 2014; Spivak et al. 2019; Tihelka 2018).

 

estratto da : Variation in Pesticide Toxicity in the Western Honey Bee (Apis mellifera) Associated with Consuming Phytochemically Different Monofloral Honeys Ling-Hsiu Liao e altri Journal of Chemical Ecology https://doi.org/10.1007/s10886-024-01495-w

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